Immagine EO della Settimana: Il destino di un gigante
Questa immagine di Copernicus Sentinel-2 sull'Oceano Atlantico Meridionale mostra una vista ravvicinata dell'iceberg A23a, un tempo il più grande del mondo. L'immagine, insolitamente priva di nuvole, mostra i primi segni che indicano che presto l'iceberg si disintegrerà completamente.
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A23a si è staccato dalla piattaforma di ghiaccio Filchner-Ronne, nell'Antartide occidentale, nel 1986. All'epoca misurava circa 4000 km² – più di tre volte la superficie di Roma – risultando quindi il più grande iceberg del mondo. Dopo essere rimasto arenato sul fondo dell'oceano per decenni, nel 2020 si è staccato e ha iniziato a galleggiare nel Mare di Weddell, fino a quando, nel novembre 2023, ha iniziato ad allontanarsi rapidamente dalle acque antartiche.
Spinto dai venti e dalle correnti, l'iceberg ha viaggiato per circa 2000 km ancora più a nord verso le acque più calde dell'Oceano Atlantico Meridionale, raggiungendo l'isola della Georgia del Sud nel maggio 2025, dove ha iniziato a disintegrarsi.
Nel corso del 2025, A23a si è frammentato in blocchi di ghiaccio più piccoli, riducendo notevolmente le sue dimensioni. In questa immagine del 20 dicembre 2025, l'iceberg si trova a circa 150 km a nord-ovest della Georgia del Sud, circondato da numerosi iceberg di diverse dimensioni. Sebbene abbia perso circa tre quarti della sua superficie, A23a è ancora uno degli iceberg più grandi che galleggiano in acque aperte, con una superficie di circa 1000 km².
Le aree di colore blu brillante visibili sulla sua superficie e sugli iceberg a sud sono pozze di acqua di disgelo, chiari segni del rapido declino dell'iceberg
La disintegrazione è tipica degli iceberg che raggiungono queste latitudini settentrionali ed è causata dalle temperature più calde del mare e dalle condizioni meteorologiche. Giacché A23a, spinto dalle correnti, si sta dirigendo verso acque ancora più calde, presto subirà un destino simile a quello di altri megaberg che si sono disintegrati nelle stesse acque.
In collaborazione con Rivista Geomedia.